Studio Staffolani Psicologo
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psicoterapia

Psicoterapia

Non importa che cosa ci raccontiamo. Dobbamo liberare il nostro stomaco dal peso dei sentimenti contrastanti che tormentano la nostra vita. Se tu racconti  ascolto, se tu ridi io ti seguo e se tu piangi io ti comprendo. Raccontiamoci, allora, ciò che abbiamo e ciò che ci manca, ma soffermiamoi soprattutto su ciò che ci fa soffrire cercando di capire se siamo noi la causa della nostra sofferenza o se ci sono vere motivazioni che potrebbero essere eliminate. Raccontiamoci anche le nostre felicità in modo chel a narrazione della nostra vita unifica i nostri sentimenti e ci rende complici anche dei malesseri altrui o, addirittura, fa divergere i nostri sentimenti rendendoci dubbiosi di ciò che ci siamo detti. Forse travisiamo i fatti non essendo preparati ad assumerci le nostre responsabilità, ma andiamo avanti ugualmente. Se sorge il dubbio, il dibattito si fa controverso. Non ci sentiamo più nei panni dell'altro e il desiderio del contatto svanisce, perché fra le due mani, che si sono per un momento amate, s'insinua la testa che ragiona, che scruta che sospetta.  Se la ragione vuole trovare la verità  insinuiamo il dubbio sapendo che quella che chiamiamo verità è un sentimento soggettivo legato a noi stessi: è la nostra verità, ma se ci rende partecipi al dialogo, confermiamola, non siamo ancora pronti a cambiare la nostra mentalità che ha preso possesso del nostro animo. Che succede? Nulla. E' il momento della PSICOTERAPIA che dibatte, esamina e consiglia.

 

Le valutazioni sulla vita dissentono, il nostro corpo si raffredda, resiste, non si vuole aprire e non si sente più a proprio agio. Troppe sono le cose contrastanti. Ci siamo pentiti di aver avuto quell'iniziale desiderio di contatto del primo giorno e vorremmo smettere perché sembra che questo contatto ci faccia più soffrire. Sentiamo, però che c'è qualcosa dentro di noi che ci spinge a parlare, forse per avere ragione, per non perdere, quel maledetto gusto del " te l'avevo detto". La testa  sta riprendendo il comando soffocando quelle emozioni che vorrebbero cambiare il nostro comportamento. Ci sentiamo in perfetta contraddizione e forse ci pentiamo di aver accettato questa terapia. La testa vuol sempre comandare perché ce l'hanno sempre detto  le persone che ci hanno ameto. Potevano,forse, tradirci? Ci hanno detto di essere sempre se stessi  e di non cambiare mai. Che succede in questo rovesciamento di valori? Nulla di strano. Quando la ragione è stuzzicata, se non è abituata a perdere, si difende e i desideri dei contatti umani s'indeboliscono.

E' il momento dei CONTRASTI E RESPINGIMENTI della prassi psicoterapeutica. E' un momento difficile dove alcuni si perdono e abbandonano il percorso, ma il semplce tentativo di aver  osato ha predisposto l'animo umano al cambiamento.

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