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Quando, lo psicologo?

QUANDO, CONSULTARE UNO PSICOLOGO?

Una proposta del dott. Giuseppe Staffolani

Abbi cura di me

Negli studi degli psicologi, spesso, giungono richieste d’aiuto per dirimere situazioni personali e familiari non più sanabili con semplici consulenze e miti consigli; occorre allora predisporre un percorso psicoterapeutico prolungato per curare ciò che è diventato malattia o disturbo cronico.

La Psicologia, fra i suoi vari compiti, ha anche quello di curare ma, intesa come scienza del sapere, dello spirito e del comportamento, dovrebbe avere la funzione di prevenire l’insorgenza di eventi dannosi alla mente e al corpo, perché è una disciplina che non ama usare farmaci per risolvere problemi familiari e disadattamenti psico-sociali con le loro conseguenze .

Per questo motivo è opportuno consultare lo psicologo non quando si cade nel vortice di un grave disturbo, ma quando si sta bene e si è in grado di comprendere che la salute va difesa, innanzi tutto, con la cultura. In altre parole con quel complesso di conoscenze psicologiche e educative che contribuisce a formare la personalità.

Con un simile background (conoscenze) diventa possibile consultare uno psicologo, in perfetta salute, e fare la seguente proposta: Caro Dottore, io sto molto bene, ma periodicamente, verrò da te a raccontarti le mie storie, le mie angosce e le mie pene. Tu mi darai i più utili consigli per lenire le mie sofferenze per le quali io ti pagherò la parcella. Nel caso in cui dovessi ammalarmi, però, tu avrai cura di me, gratuitamente, per tutta la mia vita perché la malattia è subentrata a causa del tuo cattivo consiglio.

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