Iperattivita adhd
Attenzione Scarsa Iperattività Disordinata
(di Giuseppe Staffolani)
CARATTERISTICHE DEL DISTURBO
Dietro questa sigla si nasconde un disturbo che colpisce il 5-6% dei bambini in età scolare, con maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine (3: 1).
Si tratta di un disordine neurologico caratterizzato da una scarsa attenzione e da un eccesso di attività o impulsività che compare fin dai primi mesi di vita e che si può protrarre anche nell’adolescenza e nell’età adulta, se il bambino non è adeguatamente curato con tecniche psicologiche e psicoterapie familiari.
I soggetti con questo disturbo non sono in grado di concentrarsi né di mantenere l’attenzione nell’esecuzione dei vari compiti assegnati, perché agiscono impulsivamente senza pensare, non riescono a rimanere fermi per lungo tempo e non hanno la possibilità di modificare il loro comportamento in base agli errori compiuti.
Sono agitati, irrequieti e distratti, pronti a cambiare attività con reazioni ipercinetiche che comportano un’eccessiva motilità del loro corpo con conseguente incapacità di soffermare la propria attenzione in determinati punti d’interesse.
Durante l’esecuzione delle varie consegne, questi bambini, specie se annoiati, muovono disordinatamente gambe, mani, testa e, con vari spostamenti del corpo, giocherellano con oggetti a portata di mano senza alcuno scopo costruttivo.
Hanno difficoltà ad accettare le regole a causa dell’eccesso di attività motoria, dovuta alla scarsa attenzione nel controllo dei movimenti involontari. Tale mancanza d’autocontrollo si ripercuote negativamente nell’apprendimento della lettura e della scrittura e per questo, alcuni soggetti possono sembrare dislessici e disortografici, pur non presentando i classici sintomi di tali disturbi.
Ciò provoca un notevole insuccesso scolastico vissuto con irrequietezza, indisciplina e bassa autostima che costringe, a volte, insegnanti e genitori a prendere decisioni sull’opportunità o meno di trovare vie alternative alla normale scolarizzazione, per non aggravare ancor più il disagio psicologico.
I primi sintomi di questo disturbo si evidenziano già all’età di due/tre anni ed in genere aumentano con l’ingresso nella scuola materna ed elementare, in quanto sono costretti ad osservare regole di comportamento che il loro apparato neurologico non permette.
In mancanza di un intervento psicoterapeutico rivolto ai soggetti stessi e ai familiari, codesti disturbi persistono anche nell’età adolescenziale e nell’età matura, con ripercussione non benevola per quanto riguarda la sfera cognitiva ed emotiva.
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