Psicomediazione
di Giuseppe Staffolani
Alcuni disturbi psicologici possono essere risolti con mezzi molto semplici che rientrano nelle cosiddette psicoterapie brevi o anche a seduta singola.
Percorsi di tal genere non richiedono l’applicazione sistematica di tecniche specifiche consolidate nell’ambito psicoterapeutico come training autogeno, ipnosi, visualizzazioni, ecc.., ma semplici discussioni, utili consigli, intelligenti provocazioni, amorevoli esortazioni e validi interventi psicoeducativi che orientino l’individuo verso la propria realizzazione costruttivistica.
E’ una navigazione verso forme di autorealizzazione, che richiede l’uso della Mediazione psicologica fra mente e corpo ed ambiente, perché alcuni individui ad un certo punto della loro vita, hanno paura del mondo, si rifiutano di gettarsi in avanti e non sanno vivere neanche il presente.
La mediazione è un procedimento che mira a condurre i dati di una conoscenza sensoriale, immediata ed istintiva, verso una conoscenza intellettuale, superiore a quella sensibile che, quasi sempre, risulta meno articolata e più rozza. La sensibilità, come si suol dire, riceve, mentre l’intelletto, pensa, e l’uomo non può avere un intelletto senza la mediazione della sensibilità.
In questo senso la mediazione accompagna il pensiero dell’individuo dalla semplice impressione sensoriale, alla consapevolezza di una conoscenza più ponderata come quella intellettuale.
Un esempio estratto dal mio repertorio professionale. Il marito afferma: "ho la sensazione che mia moglie mi tradisca: mi voglio separare da lei". La richiesta di separazione, in questo caso, viene fatta adducendo soltanto un’impressione non giustificata da una ponderazione più approfondita e non basata su di una valutazione oggettiva. Si può disfare una famiglia per un semplice sospetto di tradimento?
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