Chi Siamo
Progetti Formativi
Articoli Informativi
Domande
Pensiero positivo

di Giuseppe Staffolani

Premessa

Quando si parla del Pensiero e delle sue molteplici funzioni, si pensa a un uomo il più nobile fra tutti gli animali, ma quando si osservano episodi della vita quotidiana in cui l’essere umano compie misfatti di là dal semplice consentito, si è portati a rivalutare l’animale che, se fa del male, lo compie senza ragione.

La persona comune non sempre spinge il suo pensiero fino a queste considerazioni, né s'interessa delle proprietà chimiche di cui è composto il cervello. Si chiede, invece, come si formano i due attributi di pensiero che rendono l’uomo ottimista o pessimista a seconda che preferisca il “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”.

E' difficile dare una risposta a questa domanda, ma nel colloquio psicoterapeutico è più facile capire il significato della metafora. Che cosa avviene, infatti, nel rapporto fra psicologo e cliente? Accade che il colloquio si trasformi, lentamente, in un piacevole dialogo da cui emerge un pensiero positivo o negativo.

Come nel parlare comune, infatti, anche nel dialogo terapeutico si usano metafore come quella del “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto” o quella dell’”albero” o della “casa”, in cui l’individuo manifesta la struttura embrionale della sua personalità.

Il pensiero positivo, di solito, ha una valenza in più di quello negativo, perché rende evidente la dignità e la fierezza con cui l’essere umano attribuisce valore al mondo, in seno al quale rielabora e applica le proprie teorie, mentre il pensiero negativo sembra incarnare l’indifferenza e l’apatia nei confronti della vita e del rapporto con gli altri.

Il pessimista, infatti, al termine di ogni dialogo si lascia sfuggire, forse inconsciamente, una frase molto espressiva: “ Io, purtroppo, ho un pensiero negativo ”, lasciando trasparire uno svilente atteggiamento corporeo che lo qualifica come essere inferiore come se dicesse che il potere appartiene ai cittadini più attivi (positivi) e non a quelli meno attivi (negativi).

Stampa
 PAG 1 di 4 >>