Dovere, Volere o Sapere?
di Giuseppe Staffolani
Sapere
A volte si è portati a fare delle considerazioni sul modo con cui un individuo conduce i propri studi e la propria formazione culturale. Molti genitori, nel loro legittimo desiderio di vedere i propri figli ben colti e adeguatamente maturi, ne sottolineano l'impegno, basato sul senso del dovere, solo alcuni sulla volontà e nessuno sull'importanza del sapere con tutte le varie aperture che esso propone.
Ritengo che la classifica dei vari sensi, con i quali dovrebbe avvenire la formazione caratteriale e comportamentale dell'individuo, debba essere rovesciata, mettendo in prima posizione il sapere, grazie al quale è possibile interpretare il mondo in modo più qualitativo ed elastico, in seconda posizione la volontà che, di fronte ai problemi della vita, rafforza e rinvigorisce le l'impegno, in terza posizione il dovere che, vissuto interiormente, alimenta la fame del sapere, mentre se imposto dall'esterno, rischia di diventare una grave malattia.
Già Oscar Wilde affermava che " il senso del dovere è simile ad un'orribile malattia. Distrugge i tessuti del pensiero come certe malattie distruggono i tessuti del corpo".
Ciò aveva capito anche mio padre, quando al ritorno dal suo lavoro nei campi con la camicia bagnata di sudore, mi disse:”vedi, figlio mio, quanto è dura la vita, se tu farai il contadino, diventerai come me, che ho continuato a fare ciò che faceva tuo nonno perché questa terra non poteva essere abbandonata e il mio dovere di figlio mi ha imposto di coltivarla anche se il guadagno non c'é. Io sarei più contento di vederti vestito sempre di domenica, con la camicia bianca, le scarpe lucide e i pantaloni attillati”.
Affermazione priva di significati metafisici, ma ricca valori pratici, parole semplici che entrano nel cuore e ti fanno riflettere, non perché fare il contadino sia un mestiere vergognoso, ma per la camicia che, bagnata di sudore, è simbolo di duro lavoro e di scarsi compensi economici.
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