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CONSULENZE VIA MAIL

Per avere una consulenza via mail occorre inviare una mail specificando il problema per il quale si chiede la consulenza, la composizione della famiglia, l'età dei componenti e la professione dei genitori. Per quanto riguarda i minori è bene precisare il tipo di scuola frequentata e il rendimento scolastico.

I quesiti ai quali rispondiamo riguardano problematiche psicologiche dei singoli, della famiglia e della scuola. 

Comunichiamo che per la nostra posta elettronica abbiamo richiesto la certificazione all'Ordine degli Psicologi di Bologna.


DOMANDA
28 mar 12 - Silvia, 40 anni -  

Come aiutare un compagno bugiardo?

Inviata da Silva Argnani. 21 Marzo 2012 16 Risposte

Buongiorno, sto insieme ad un uomo di 43 anni da 3 anni. Abbiamo un figlio di 20 mesi un'altra in arrivo. Il problema è che lui è bugiardo.Il mio compagno è buono, premuroso e affettuoso però è bugiardo. E' un agente di commercio nel settore dei vini e tutto il giorno è in giro ma non si sa a fare cosa. Lui non mantiene la famiglia. Lui si racconta le cose giuste da fare, ma non le fa; mi dice che da adesso in poi non più bugie, ma ci ricasca. Per esempio: mi dice che è andato a pagare l'associazione della contabilità, ma in realtà non c'è andato e quei soldi li ha usati o per comprare vino o per gratta vinci. Mi piacerebbe sapere quale comportamento tenere, come posso aiutare lui e la mia famiglia; vorrei avere consigli su qualche letture da fare. Io credo in questa persona, prima di gettare all'aria il nostro rapporto vorrei fare il possibile. Con il figlio è bravissimo: lo porta e lo va a prendere all'asilo, fa le faccende in casa, però quando lo scopro qualche bugia alza la voce(mai messo le mani addosso) Gli ho proposto di andare dallo psicologo per aiuto, ma lui dce che sono soldi buttati via. Ora sono arrivata al punto di togliergli le carte di credtio (l'ultima volta gli ho coperto uno scoperto in banca di 3.000 euro). Vorrei un punto di partenza per iniziare un percorso senza spendere molto, perchè attualmente abbiamo difficoltà economiche. (a causa del suo comportamento)


DOMANDA
7 apr 11 - Monica, 31 anni -  

MAMMA DISPERATA
 
SALVE SONO UNA MAMMA DISPERATA PER IL COMPORTAMENTO INFANTILE CHE HA MIO FIGLIO DI 10 ANNI. SONO SPOSATA HO 31 ANNI E SONO CASALINGA MIO MARITO HA 39 ANNI ED E' OPERAIO.  HO TRE FIGLI IL PIU' GRANDE HA 10 ANNI E' NATO IL 08/12/2000 FREQUENTA LA QUINTA ELEMENTARE ED E' UN VERO DISASTRO A SCUOLA; LE MAESTRE MI HANNO DETTO CHE NON SI IMPEGNA, E' MOLTO INFANTILE E MANCA DI CONCENTRAZIONE. LA SECONDA HA 8 ANNI E' NATA IL 04/02/2003 FREQUENTA LA SECONDA ELEMENTARE ED E' MOLTO BRAVA, MENTRE LA TERZA HA 6 ANNI E' NATA IL 26/01/2005 E FREQUENTA L'ULTIMO ANNO DELLA SCUOLA D'INFANZIA. SPERANDO IN UN SUO AIUTO LE PORGO I MIEI SALUTI. MONICA DI BRESCIA

DOMANDA
5 apr 11 - Mario, 40 anni - FAMIGLIA ALVEARE: DUBBI E CERTEZZE

Caro Direttore, 

ho letto le prime tre pagine del suo bellissimo articolo FAMIGLIA ALVEARE. Le prime tre pagine mi hanno destato molta meraviglia perché non potevo pensare che una persona istruita come lei pensasse quelle brutte cose dei figli. Mi sono chiesto se lei ne avesse e ho concluso che lei doveva essere uno scapolone scontento che vedeva i bambini come fastidi e disturbi della vita.

Mi stavo rifliutando di continuare la lettura, ma poi mi sono detto: è possibile che al mondo esistano persone così maligne e cattive? Poi ho continuato la lettura con rabbia, convinto che le avrei scritto una letteraccia di insulti.

Alla fine, però mi sono ricreduto. Quell'articolo è meraviglioso ed anch'io ho provato gli stessi sentimenti da lei descritti. Ho capito anche che non bisogna giudicare senza capire e di questo la ringrazio.

Però le dico una cosa. Io non avrei avuto il coraggio di scrivere tutte quei sentimenti tanto ostili perché molti lettori si potrebbero stancare e potrebbero non giungere alla fine dell'articolo. Potrebbero pensare male di lei.

Mi scusi il disturbo se mi sono permesso di criticarla. Mario 


DOMANDA
22 mar 11 - Vania, 31 anni - IO AMO, MA I MIEI NON LO VOGLIONO

Salve dottore,

sono Vania una ormai donna di 31 anni. Vivo a Bologna da 12, da quando per motivo di studio ho lasciato il mio paese, trasferendomi quì. non ho mai avuto ripensamenti sulla scelta fatta all'età di 19 anni e mi son ambientata bene. Ho concluso gli studi e non mi son + spostata da quì.I miei invece vivono al sud in un paese e vorrebbero che io tornassi giù, ma come può capire io ormai sto bene dove sto, mi mancano di certo i miei familiari come tutti quelli che vivono lontano, ma nient'altro.i miei hanno un'azienda e lavorano entrambi là.mia mamma ha 55 anni, mio papà 57anni. Ho una sorella 11 anni + piccola di me che studia farmacia in una città vicino al mio paese. 
ma da quando ho conosciuto il mio ragazzo dal 2008, la mia vita è cambiata sotto tutti i punti di vista.
I miei non accettano questo rapporto o meglio non vogliono conoscere proprio il mio ragazzo e sto vivendo un inferno. Inizialmente avevo mia sorella dalla mia parte, ora anche lei ha deciso di non sostenermi pìù.
lui non è del mio paese. Ha 28 anni ed è in cerca di lavoro.
I miei non lo hanno mai conosciuto e non intendono farlo, poichè dicono che la sua famiglia non è per bene. Non ha + il papà, è morto tregicamente quando il mio ragazzo aveva solo 11 anni di età adoloescenziale come tutti i ragazzini si commettono sciocchezze,si sbaglia come tutti e i miei non accettano lo sbaglio che lui ha fatto. Dicono che è una persona "pericolosa",ma non è così.
Non so come fare x uscire da questa situazione che mi sta uccidendo. A Natale ho pensato di dire a loro che l'avrei lasciato, ma era una bugia, in effetti l'ho fatto credere, ma non l'ho mai fatto, perchè non accetto assolutamente che si possa agire così.
Sto talmente male che un giorno sì uno no, sono attraversata da momenti tristi, a tal punto da star male: mal di testa, poca concentrazione, svogliatezza, inizio a non porto a termine nulla. Non sono mai stata così.
Mi nascondo da tutto, son 30 anni che fingo che vada tutto bene solo x quieto vivere. Sono stanca, vorrei ritrovare quella serenità. Spero di ricevere una risposta. non so cosa fare, so di stare malissimo. resto in attesa
i miei cordiali saluti.
Vania


DOMANDA
23 feb 11 - Esmy, 35 anni - PSICOLOGIA O CORNA?

Egregio dottore,

Mi chiamo Esmy e ho 35 anni, ma le dico subito che non è il mio vero nome né è la mia vera età. Il fatto è che non voglio essere riconosciuta quindi non le dico nenche dove abito perché sono una moglie tradita da un bastardo di un marito che se la fa con una mia amica. 

Mio marito è un pezzo grosso della città con incarichi sociali e politici. Gira anche con l'auto blu e fa lo spavaldo con la mia amica che secondo me è una gran p. perché sono sicura che non lo ama, ma lo sfrutta e lui si fa mungere come uno stupido.

Naturalmente lui nega tutto e mi dice che la fa salire nella sua auto per impegni di lavoro. Purtroppo io amo quest'uomo anche se a volte vorrei vederlo distrutto. Mi dica, perché io un giorno lo amo e soffro e un giorno lo odio e desidero fuggire da lui? Forse è il nostro bambino a tenermi legata a mio marito, ma io non voglio che sia il bambino perché desidero essere amata e desiderata. 

Dottore, mi è venuta in mento più volte di fare come la moglie di Berlusconi: io lo sputtano scrivendo la verità ad un giornale locale, ma poi penso che sputtano anche il padre di mio figlio e mi pento di averlo pensato. Però sto male.

Una soluzione ci deve essere. Mi aiuti per favore. Ho scritto a lei perché nelle sue risposte c'è molta saggezza e allora mi chiedo: se questo psicologo aiuta tanta gente, perché non può aiutare me? Se lei vuole, io vengo a trovarla a Bologna. I soldi non mi mancano. Ho consultato uno psicologo nella mia città e mi ha detto che il mio non è un problema di psicologia, ma un problema di corna e che me la devo vedere io. Ma se io non so cosa fare, perché non è un problema di psicologia? 

Mi dia una risposta, per favore e grazie.

 


DOMANDA
22 feb 11 - Claudia, 35 anni -  

IO LO AMO MA LUI NON VUOLE MIA FIGLIA

Dottor Staffolani,

scrivo da Faenza, mi chiamo claudia ho 35 anni; ho una figlia di 9 anni e mi sono sposata da 3 anni, ma mia marito non e’ il padre di mia figlia, sto tanto male perché mia figlia vorrebbe coccole e affetto da mio marito ma non so per quale motivo lui rifiuta ogni suo gesto gentile e affettuoso tipo il bacio della buona notte un abbraccio ecc al punto che la bambina stessa gli ha detto: se io mi comportassi con te come tu fai con me come ti sentiresti? Io ci sto tanto male, mi sento sempre rifiutata ed in mezzo in casa mia.  Lui non risponde insomma, ho mia figlia e per un mio egoismo mi sono voluta risposare ora sta soffrendo tantissimo.

Dico così perche ogni volta che viene trattata male  o rifiutata da lui io sento male al cuore sento un urlo dentro di profondo dolore ed e’ il cuore di mia figlia che soffre. Sto tanto male io sono innamorata di mio marito ma vivo in una altalena quando la tratta benino lo amo quando la rifiuta lo odio dal mio profondo. Mi dia un consiglio la prego sono a pezzi, ho il cuore duviso in due.

Grazie del consiglio. Dimenticavo di dire che le ho provate tutte, perche i due andassero un po' d’accordo, affinché creassero un minimo rapporto ma nulla, lui sembra non lo voglia proprio. Ho provato anche dicendo che ferendo lei, lui feriva anche me, ma nulla, il vuoto assoluto.


DOMANDA
11 feb 11 - Federica, 40 anni -  

PROBLEMI CON FIGLI E DI COPPIA

Egregio Dott.Staffolani,

scrivo da Imola,sono una donna di  40 anni,ho un problema in famiglia e cui non riesco a trovare una soluzione:ho una figlia di 11 anni età molto difficile è cresciuta sola con me dalla nascita in quanto il mio ex marito mi lasciò incinta di 5 mesi,nel 2009 mi sposo con il mio attuale marito subito i due andavano d’accordo fino al momento che la bambina viene certificata D.S.A, dislessia accertata e comincia e riportare tutti i problemi anche in casa e’ sempre sotto pressione e mio marito comincia a perdere la pazienza. mio marito soffre di anoressia e tra vomito purghe e sbalzi di umore non riusciamo a stare al suo passo un momento e’ triste un momento e’ super allegro e la bambina non riesce più a rapportarsi con lui e ai suoi sbalzi di  umore. Nel frattempo è nata un’altra bimba che ora ha 5 mesi,la grande non è assolutamente gelosa collabora con me alla cura della piccola dicendomi spesso che è il più bel regalo che poteva avere nella sua vita. Il problema che mi assilla è questo tutti i giorni la figlia grande mi chiede di separarmi da mio marito perché non lo sopporta più dice che lui la fa sentire sempre di troppo e che alla piccola ci possiamo pensare io e lei. Lei sta veramente male e lui sa usare solo autorità in ogni cosa che fa e che dice con la bambina senza mai un gesto d’affetto una carezza un complimento,usando parole che tagliano e feriscono. Come faccio a decidere di separarmi e lasciare la piccola senza un padre, se avessi solo la grande con me giuro anche se amo mio marito mollerei tutto, ma ho un’altra creatura e devo pensare anche a lei. Mio marito per il passato che ha avuto senza affetti  e solo botte dalla madre so che non sarà mai in grado di essere un padre affettuoso ma solo autoritario anche con la nuova nata. Non ho amiche con cui confidarmi me le ha cavate tutte e ai miei genitori non posso raccontare quello che accade visto che per loro non lo averi mai dovuto sposare non gli è mai piaciuto e notavano in lui lo strano comportamento asociale, taciturno e sempre con il muso. Io e la figlia grande siamo arrivate al punto che stiamo bene solo fuori casa perché col fatto che è anche disoccupato entrando in casa troviamo spesso un uomo con il muso e mai un sorriso per noi. Mi dia un consiglio la prego sono divisa tra ragione e sentimento cosa devo fare. Grazie  dell’aiuto   


DOMANDA
3 feb 11 - Aristide, 30 anni - TRADIMENTI E RICATTI

Allo studio Staffolani,

Sono un giovane di trenta anni. Mi sono sposato due anni fa perché la mia ragazza era in stato interessante ed io ho voluto onorare il mio impegno. Dopo due mesi mia moglie ha perso il bambino e siamo rimasti tutti e due delusi. Nonostante ciò abbiamo ripreso il nostro cammino di persone sposate, ma senza tanta speranza prché non so neanche io se ci vogliamo bene.   

Ad un certo punto mia moglie mi ha detto che non voleva più saperne di bambini e mi ha rifiutato perfino il rapporto sessuale dicendo che non aveva più voglia di fare l'amore con me e aveva paura che la mettessi incinta un'altra volta. Io ho pazientato un anno, poi ho incontrato delle ragazze che, diciamo così, si sono offerte. Io ne avevo voglia e ho accettato un solo rapporto con una di esse, ma l'ho fatto senza amore: solo per farmi una s., ma la colpa è di mia moglie, non le pare? Perché se lei me l'avesse data non sarebbe successo nulla.

Ora questa ragazza mi ha detto che aspetta un bambino da me ed io sono sicuro che non è mio, perché quel giorno ci ho badato e ho fatto marcia indietro. Però sono nei guai e non so cosa fare. Le cerca di incastrarmi dicendo che vuole fare la prova del DNA, ma io non voglio né lei, né il bambino né la prova, perché sono sicuro che lei è una gran p.

Mi rivolgo a lei perché non so a chi raccontare queste storie che sembrano incredibili. Se lo vengono a sapere i miei genitori succede un quarantotto. Non pubblichi neanche il mio nome per favore. Grazie.

Le dico che leggo sempre i suoi articoli e che vorrei essere come lei.

E' un bel casino. Mi dà un consiglio?


DOMANDA
30 gen 11 - Stefania, 32 anni - PIENO ACCORDO SUI FIGLI

Caro Dottore,

tengo sempre di vista il suo interessantissimo sito e leggo tutto ciò che scrive. Sono d'accordo con lei. Mi sono un po' turbata mentre leggevo le sue idee sui figli,in "famiglia alveare", perché non rappresentavano le mie. Poi, invece, nelle pagine successive lei mi ha riempito d'amore, perché io provo di fronte al mio piccolo, tutto quello che lei afferma. Anche lui è il mio futuro e il mio specchio.

I figli sono una seccatura, ma guai a chi ce li tocca. Io sono una docente di scienze nei Licei e posso capire le difficoltà di alcuni genitori, ma so che in molti si aspettano tutto da noi e noi, come dice lei, abbiamo le mani legate. Nella mia scuola abbiamo bocciato quattro soggetti e tutti hanno fatto ricorso al tar.... 

Fa bene la Gelmini a volere una scuola basata sul merito e non sul 1968 e..sa che le dico? i miei colleghi del sessantotto, ormai vicini alla pensione, non insegnano nulla, ma parlano molto....

La ringrazio anche per quelle belle parole del decalogo. Ha ragione lei: i figli sono quelli che facciamo noi. Non ricordo in quale articolo l'ho letto, ma sicuramente è scritto nel suo sito. Le auguro tanto bene e la saluto con molta stima.

Stefania, Lecco 

 


DOMANDA
30 gen 11 - Giovanni, 52 anni - DISACCORDO totale SUI  FIGLI

Signor Staffolani,

ho letto il suo articolo sulla "famiglia alveare, e le devo dire che non sono assolutamente d'accordo sulla sua concezione dei figli i quali non sono come li descrive lei. Lei, mi sembra che faccia lo psicologo di professione e mi chiedo che consiglio darà alle giovani coppie in un mondo così difficile per allevare dei figli provetti?

 Sappia che i figli sono la benedizione del signore e non rotture di scatole, come dice lei. Sono sicuro che lei non pubblicherà questa mia critica, ma se la dovesse pubblicare citi pure il mio nome. Io sono Carmelo lo Bene di Caltanissetta e ho 52 anni con famiglia benestante, una moglie fedele e così pure io nei suoi riguardi. Ho tre figli ottimi, rispettosi e che ci vogliono bene. Come faccio a credere in quello che dice lei? 

Mi scuso per la superba critica, ma non sono d'accordo e spero che lei faccia ammenda di quello che ha scritto.

Carmelo


DOMANDA
27 gen 11 - Valentina, 31 anni - CONSENSO E DISSENSO

Caro Pino,

ho letto con molto interesse i due articoli che mi avevi consigliato:
"Famiglia alveare" e "Come migliorarsi" (che in realtà ho riletto perché
la prima volta che avevo visitato il sito web non pensavo fosse un
articolo prevalentemente imperniato sulla figura del figlio e dello
studente, e forse tratta in inganno dal titolo l'avevo letto per vedere
cosa potevo mettere in pratica su di me per migliorarmi!).

Ti dirò che sono molto d'accordo su tutto quanto dichiari in "famiglia
alveare", anche se penso che il modo migliore per far sentire partecipi
le api al lavoro dell'alveare sia che l'ape regina dia un "imprinting"
tale per cui anche le altre api abbiano chiaro in mente quello che tu
chiami il "progetto-famiglia".
Forse le mie parole sono fuori luogo, non avendo io ancora vissuto
l'esperienza genitoriale, ma credo che forse uno dei difetti che crea da
subito più instabilità nella famiglia sia il fatto che a volte non è
chiaro l'obiettivo, il progetto, come se un'équipe di geometri,
muratori, falegnami ecc. non sapesse da che punto partire per costruire
un edificio perché l'architetto/ingegnere non ha condiviso i disegni del
progetto con tutti gli operatori interessati, e quindi questi si
guardano in giro con aria interrogativa perché non sanno bene quale sia
il loro compito o da dove debbano partire.
Credo che la cosa più difficile sia trovare il giusto equilibrio tra la
definizione di un obiettivo, di un progetto - compito riservato all'ape
regina, o fuor di metafora al capo della famiglia - che sia compensibile
o capibile anche dalle api più piccoline (non si può filosofeggiare con
un bambino di due anni per fargli capire il progetto-famiglia) e
l'attenzione a non prevaricare e sopraffare tutti i soggetti coinvolti.
Insomma, credo che se io fossi l'ape regina referente di un alveare
dovrei sicuramente prendermi la responsabilità di conferire a tutto
l'alveare un obiettivo e una direzione, da condividere con gli altri ma
senza sopraffarli. Tutto ciò è un po' difficile...

Ho letto anche "come migliorarsi" con più attenzione, e in questo caso
devo dirti che non condivido appieno le tue affermazioni, specialmente
due punti:
- nel tuo articolo sono paragonati il rapporto figlio-genitore e il
rapporto alunno-insegnante, che io al contrario trovo diversissimi,
perché in generale l'alunno capisce (anche inconsciamente) che va a
scuola perché qualcuno (chiaramente l'insegnante) dovrebbe trasferirgli
una conoscenza, e quindi anche se non vuole si pone già in posizione di
colui che si reca in un luogo per apprendere (anche se poi rifiuta di
ascoltare), mentre invece tante volte il figlio, specialmente in alcune
età critiche, parte dal presupposto che il genitore non è un maestro,
una guida, una persona che possa trasferire una conoscenza, e quindi
semplicemente lo ignora, interrompe le comunicazioni, se ne sta chiuso
nella propria camera e non parla con nessuno a volte per giorni. In
altre parole penso sia più facile sottomettersi e riconoscersi come
alunni che non come figli.
- nella prima pagina del tuo articolo tu dici che "ogni genitore ha il
figlio che si merita, e ogni figlio ha il genitore che si è saputo
coltivare"; proprio in virtù del fatto che secondo me è più semplice
interrompere la biunivociotà del rapporto figlio-genitore rispetto a
quella tra alunno e insegnante (in entrambi i sensi, perché ricordiamoci
che il professore è pagato per insegnare, e se non lo fa può essere
licenziato, ma il genitore che ignora il figlio o che non gli insegna
niente non è supervisionato, in generale, da alcuna istituzione!) a
volte può capitare che un genitore che ha provato a comunicare con un
figlio che però ha "tagliato i ponti" non abbia responsabilità di questo
fatto, parimenti un figlio che ha tanto cercato e desiderato il genitore
sia stato totalmente ignorato e abbia quindi un genitore "sbagliato".
In altre parole, c'è molta più volontarietà nel rapporto tra genitori e
figli rispetto a quello che c'è tra alunni e insegnanti: i professori
sono tenuti a insegnare in virtù di un contratto e di un emolumento che
ricevono, e gli alunni (in Italia quanto meno) sono tenuti ad andare a
scuola fino al compimento del 16° anno di età; nella vita famigliare,
invece, dove non sono numerosi i casi in cui l'assetto famigliare è
"supervisionato" da assistenti sociali, psicoterapeuti o altri
consulenti, sia i figli che i genitori hanno la possibilità di
ritrattare la loro volontà di riconoscere e sottomettersi gli uni agli
altri, creando così una situazione di desiderio inappagato (il genitore
non ha il figlio che ha cercato, il figlio non ha il genitore che ha
cercato).
Non mi ci voglio nemmeno pensare a essere la mamma di un adolescente,
credo sia il mestiere più difficile del mondo!
Passa un buon fine settimana, ci vediamo lunedì!

Valentina


 


DOMANDA
13 gen 11 - Salvatore, 10 anni - IL BAMBINO NON DORME

Buongiorno dottore, ho un figlio di 10 anni che da circa un anno ha problemi ad addormentarsi da solo. questo successivamente alla perdita di una zia a cui era molto legato. può darmi qualche consiglio? lui vive la sua giornata in modo sereno, è felice, fa sport ecc. insomma vita regolare fino a quando arriva l'ora di andare a letto. pretende che io o mio moglie rimaniamo svegli fino a quando lui non si addormenta. cordiali saluti. Salvatore
 


DOMANDA
8 gen 11 - Stefano, 38 anni - INFATUAZIONE O TRADIMENTO?

Gentile dott. Staffolani,

ho letto alcuni articoli sfogliando il suo sito e ho letto anche le risposte che lei dà via mail. Trovo i suoi scritti bene elaborati e le sue risposte piene di buon senso. Complimenti. Ora però le espongo un mio problema personale e le chiedo una risposta.

Ho 38 anni, sono sposato con un bambino di sei anni. Amavo mia moglie e credevo che lei mi amasse, poi, all'improvviso e senza nessuna ragione, mia moglie si rifiuta di fare all'amore con me affermando che non ne ha più voglia perché non accetta il mio carattere. Io insisto nel dirle che l'amo e che sono sempre lo stesso, ma lei non vuol sentire regioni.

Per provocarla le ho detto: "va bé, allora io mi faccio un'altra donna" e lei mi ha risposto che potevo fare ciò che volevo dato che non aveva più interesse per la mia persona.

Dopo lunghe discussioni e minacce mi ha confessato che ama un altro e che gli ha promesso di non tradirlo con me. Io non ci capisco più nulla. Lei tradisce me e non tradire il suo amante, mentre tradisce me, ma le sembra normale? Sono io il marito, mica l'altro!...

Ho pensato di chiedere la separazione, ma sono troppo legato al bambino e non vorrei dargli questo dispiacere dato che è già la seconda volta che mia moglie prende di queste sbandate e dopo un po' di tempo mi chiede scusa affermando che non ha fatto mai l'amore con nessuno al di fuori di me. C'è da crederla?

Sono stanco di perdonare e di capire, ma che devo fare? Fino a che punto è lecito un tradimento dichiarato? Una mia amica tradisce il marito, l'ha detto a me, come amico, ma non l'ha detto al marito. Mi sembra più normale di mkia moglie.

Le mando il cellulare di mia moglie, potrebbe parlarci lei, dicendo che io le ho fatto questa confessione? La ringrazio. Stefano

 

 

 


DOMANDA
6 gen 11 - Susanna, 48 anni - DISINTEGRAZIONE FONEMICA

Gentile dottore Staffolani,

ho letto con molto interesse il suo articolo sulla disintegrazione fonemica, termine che io non ho mai sentito nominare e ne sapevo cosa significasse. Ora ho capito e riscontro che mio figlio di sei anni, ha ancora quei difetti che lei ha descritto, ma i maestri non mi hanno mai detto nulla e il mio medico mi ha sempre detto che da grande parlerà anche troppo.

Noi in famiglia facciamo fatica a comprendere le sue parole e siamo costretti a fargliele ripetere e lui si arrabbia, smette di parlare e si ritira piangendo in camera sua. Mio marito.... Anche gli amici della scuola, che secondo me però, non sono amici, lo prendono in giro e lui dice sempre di non volere andare più a scuola.....

Siccome è un figlio che abbiamo adottato non ci sentiamo di punirlo, ma ora non so più cosa fare..... Mi da un consiglio per favore? 

Susanna

 


DOMANDA
15 dic 10 - Giovanna, 45 anni - SILENZIO PATOLOGICO

Gent.mo Dottore,

in "Come migliorarsi" lei afferma che ogni genitore "ha il figlio che si merita" e, fin qui sono d'accordo per esperienza familiare. Poi lei continua e scrive che "colloquio e dialogo" non sono solo mezzi terapeutici, ma anche "strumenti di vita" e, qui, non posso rispondere perché non ho mai provato questo sistema.

Sono una mamma di 45 anni, ancora interessante, ben curata e corteggiata e mio marito lo sa, ma continua a far finta di non saperlo. Ho un figlio di 21 anni che non vuole lavorare perché "è sempre stanco", lui dice. Ho un marito di 50 anni che non mi guarda in faccia da 10 anni, perché "non se la sente", lui dice.....

Le chiedo:

1) Può un figlio di 21 anni avere un colloquio con i genitori, quando non li ha sentiti mai parlare fra di loro?

2) Può una moglie, ancora giovanile, essere fedele al marito se in vent'anni di matrimonio non si è mai sentita considerata come femmina, ma solamente come donna di casa? ....(Capisce la differenza?)

Ecco questa è la mia storia. Perché le ho scritto? Non lo so, ma avevo voglia di parlare con qualcuno. Mi scusi il disturbo e continui ad istruire i giovani genitori. Vorrei inviarle mio marito, ma non se la sente. Siamo una famiglia di stanchi. Auguri per il prossimo Natale. Giovanna.

 


DOMANDA
13 dic 10 - Giovanna, 41 anni - BALBUZIE

Gent.mo dottor Staffolani,

Seguo sempre quanto lei scrive. Sono d'accordo sull'educazione dei genitori perché è un mestiere, anzi un'arte, come  giustamente lei afferma, che non tutti abbiamo compresa me stessa.

Sono una mamma di 41 anni, in crisi da 10 anni a causa di una balbuzie di mio figlio (15 anni) che non vuole andarsene. Lui soffre, perché ormai è un ragazzo che si trova in difficoltà con le amiche della sua età. Non riesce a stabilire un contatto ed ogni giorno è una delusione per lui ed una tragedia per noi che non sappiamo più come prenderlo. Ora si rifiuta di andare anche dalla logopedista perché dopo tanti anni di cura non ha ottenuto nulla di positivo.

E' nervoso, non vuole più andare a scuola, dicendo che il diploma non serve a nulla e quindi vuole fare il muratore, così non parla più con nessuno e risolve il problema a modo suo. Io non sono d'accordo, ma mio marito afferma che se quella la sua strada, non c'è nulla da fare, bisogna lasciarlo libero....

Io, invece penso che, il consiglio di mio marito non sia la strada più giusta e voglio curare mio figlio. Il nostro medico non si pronuncia in merito, gli dà dei sedativi che mio figlio non prende ed afferma che si tratta di un problema molto difficile: Ci dice di avere pazienza. ....La logopedista dice che bisogna sapere attendere....

Mi dia un consiglio, per favore. Cosa posso fare? Sono 10 anni che aspetto. Mi creda, sto molto male. Giovanna


DOMANDA
9 dic 10 - Eugenio, 32 anni - ACCORDO

Bravo dottore, per le sue idee sulla famiglie di IERI E DI OGGI anche se io penso che ciò che lei ha espresso con molta chiarezza non si attuerà mai, semplicemente perché l'omosessualità è fuori dagli schemi della Chiesa anche se è dentro e certi politici prima da fare il loro programma vanno in sacrestia a sentire cosa ne pensa il Papa.

Vada avanti a difendere questi principi anche se, sulla questione dei figli, anch'io non saprei come metterla.... Lei che fa lo psicologo cosa ne pensa?

Sono un suo affezionato lettore e con mio figlio, tengo sempre presente i suoi consigli. Quella tabella educativa per i genitori mi è piaciuta molto perché è tutto vero quello che lei dice. Io e mia moglie ce la leggiamo tutte le sere.

 Grazie. Eugenio 


DOMANDA
9 dic 10 - Giovanni, 62 anni - DISACCORDO

Gentile dottore,

ho letto il suo articolo "la famiglia oggi e ieri" e mi è sembrato di capire che lei vorrebbe istituire anche le famiglie per gli omosessuali, le lesbiche e quant'altro. Ma si rende conto di quello che ha scritto? Mi scusi il tono, io rispetto le idee di tutti e quindi anche le sue, ma mi sembra che lei vada troppo in avanti. Come si fa a concepire una famiglia di due uomini o di due donne con pretese di adottare dei bambini? Chi è la madre, chi è il padre?

Dottore, lei fa lo psicologo e deve comprendere che queste persone sono malate. Trovi una cura giusta per loro, anche se io credo che non vogliono essere curate.

Ho fatto leggere ad alcuni amici il suo articolo e tutti mi hanno criticato la sua idea. Vuoi scommettere che siamo malati noi!?.. Oggi può capitare di tutto. Mi scusi dottore, io sono uno qualunque e lei ha una personalità, ma .....  Auguri per Natale. Giovanni ed altri.  


DOMANDA
8 dic 10 - Marta, 45 anni - SOSPETTA SCHIZOFRENIA.

Gent.mo dott, Staffolani,

consultando il suo sito, mi sembra di fare un corso di aggiornamento in psicologia, laurea conseguita tanti anni fa e non più esercitata per motivi familiari, ma le scrivo per un altro motivo.....

Mio figlio di, anni 14 attraversa momenti molto difficili: non parla, litiga con il padre, si chiude in bagno e vi resta per molto tempo (direi troppo), nasconde giornali pornografici che io trovo  immancabilmente sotto il materasso e mi chiedo se fa apposta per farmeli trovare.....

Che cosa succede? Non mi sembra più un bambino normale. Si comporta come se fosse uno schizofrenico. Pensi che sulla schizofrenia ci ho fatto la mia tesi di laurea, ma oggi non so più distinguere la normalità dalla malattia. ....

Il rapporto con il padre è completamente cambiato ed io non faccio altro che difendere mio figlio inimicandomi sempre di più con mio marito che mi accusa di essere "stupidamente" protettiva. Ma non è lui, invece che se ne infischia?

Sono molto preoccupata  perché vedo in mio figlio qualche cosa che non va, mentre mio marito finge di essere tranquillo .... Le chiedo scusa per il disturbo, ma mi dia un suggerimento. Grazie Marta

P.S. Mi dica quanto le debbo per la consulenza  e mi faccia sapere come avviene il pagamento Grazie

 


DOMANDA
7 dic 10 - Irene, 38 anni - SOSPETTA IPERATTIVITA'.

Gent.mo dott. Staffolani,

girando in internet mi sono imbattuta sul suo sito che trovo veramente chiaro e lucido. Per questo mi complimento con lei. Mi sono soffermata a leggere l'articolo sull' ADHD in quanto ho una bambina di prima media, che a scuola combina molto poco, non per mancanza di intelligenza, come dicono i suoi professori, ma perché non ha voglia di fare nulla. Leggendo il suo scritto, però, mi è sembrato di riconoscere la mia bambina, allora l'ho stampato e l'ho fatto leggere al mio medico di famiglia che ....mi ha confermato la malattia di mia figlia e mi ha detto che ormai non c'è più nulla da fare per via dell'età. Pensavo che che non avesse voglia di studiare ora, invece, so che è malata. Non mi posso rassegnare.... Mi dica se è vero che non c'è più nulla da fare anche perché ora litigo con mio marito che non mi ha mai voluto dare ascolto quando dicevo di farla visitare da uno psicologo. Mi risponda subito, per favore. Grazie. Irene.


DOMANDA
7 dic 10 - Livia, 40 anni - COMPLIMENTI. 

Gent.le dott. Staffolani,

ho letto il suo articolo GENITORIALITA'  E GENERATIVITA' come madre e come figlia. L'ho trovato molto utile e interessante.  Grazie. Livia