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Vita รจ sogno

di Giuseppe Staffolani

Una ragazza ex-cubista dilettante, con esperienze di droga, alla prima seduta di un incontro richiestomi con molta urgenza, dichiara:” la vita è uno schifo perché tutti ti promettono, ti lusingano, ti vogliono, ti posseggono e poi ti lasciano crepare da sola, sparandoti in faccia che non hanno più bisogno di te.”

Replico che la vita, secondo me, non è uno schifo, ma un sogno da realizzare e che diventa uno schifo quando non riesci a portare a termine il sogno prefissato. 

La ragazza mi guarda sorpresa, sorride beffardamente e, con rabbia esclama: “ Hai proprio ragione, ma tu non hai capito nulla di ciò che ti ho detto. Io sono stanca di vivere. Tu che fai lo psicologo, questo lo devi capire. Ho smesso di sognare da tempo, io”.

Poi fissandomi negli occhi, ad alta voce, esclama: “odio il mondo, mia madre, mio padre che mi hanno dato la vita… Poi t’incontri con gente che prima ti fa discorsi morali, poi ti propone di andare a letto e, finito tutto, non ti paga e ti invita  un’altra volta per esaminare una proposta di lavoro. La vita è una puttanata, caro mio, non un sogno. Basta, non ho più voglia di parlare. Vado a casa.”

“Sei libera di andare quando vuoi, io non posso trattenerti” – aggiungo -  poi, riassestandosi i capelli sconvolti,  con tono ironico risponde: “Sai che sei un essere strano, io ti chiedo un appuntamento, ti esprimo la mia angoscia e tu dopo un’ora, mi dici che posso andare a casa”.

Rimango in silenzio e, dopo alcuni minuti, alzando gli occhi al soffitto e con aria di sufficiente tolleranza, mormora sottovoce: “Ma che ca… di psicologo ho trovato?!. Interrompo immediatamente il dialogo con uno sguardo di disapprovazione per le parole espresse, quando all’improvviso, forse pentita, amaramente borbotta:” Casa, sì, ma quale casa?”. Ancora pausa di silenzio.

Dopo qualche attimo di smarrimento si riprende e con sorriso di sfida e disapprovazione per il mio comportamento poco coinvolgente, si aggiusta i capelli, sorride forzatamente e con remissione, mi chiede: “Quanto ti debbo per il tempo che ti ho fatto perdere? Però sappi che non ho i soldi, te li porterò.

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