Anoressia
ALCUNE TEORIE
di Giuseppe Staffolani
La deliberata decisione di smettere di mangiare fino all'inedia, è un disturbo alimentare di una certa gravità il cui fine è la magrezza a tutti i costi. Di solito questo sintomo si manifesta fra i 10 e i 35 anni ed è frequente nelle donne nonostante, in questi ultimi tempi, si sia verificato un notevole incremento di soggetti maschili.
Esistono diverse teorie per interpretare questo fenomeno che, oltre a creare problemi personali, mette in evidenza conflitti familiari di notevole entità. Analizziamo quelle più comuni.
Teorie psicologiche. L’evitamento fobico del cibo è una risposta alla modificazione del corpo durante la pubertà. I soggetti più deboli, ritengono che lo sviluppo del corpo sia guidato dai genitori con le loro raccomandazioni e attenzioni.
Rifiutando il cibo, credono di riconquistare la propria autonomia. A sostegno di questa teoria c’è un fatto realistico: quasi tutti i soggetti anoressici, hanno una conflittualità accentuata con i genitori, soprattutto con la mamma, ritenuta un ostacolo per un libero sviluppo corporeo.
Teorie biologiche. L’evitamento del cibo è causato da una alterazione della funzione ipotalamica e da disfunzioni dei neurotrasmettitori centrali come dopamina, serotonina e noradrenalina, che guidano l’istinto della sazietà. Anche questa teoria è confermata da molte dichiarazioni secondo cui, pur avendo fame, l'anoressica si convince di non averla e, di conseguenza rifiuta di mangiare, non perché vuole dimagrire, ma perché non sente l'istinto della fame.
Teorie genetiche. Questi studi hanno messo in evidenza che l’anoressia nervosa è associata ai disturbi dell’umore nei parenti di primo grado.
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