Felicità e Orgoglio
di Giuseppe Staffolani)
Simbolo
Non credo che la felicità sia un dono. Ritengo sia, piuttosto, uno stato d’animo che ci fa apprezzare le cose più piccole alle quali non pensiamo quando godiamo buona salute. Vado dal medico ed esco con la diagnosi di un tumore: provo un immenso dolore e con la tristezza nel cuore consulto un altro medico che con certezza, nega la diagnosi del primo. Sono felice solo per il fatto di guardare un aereo volare o un cane che mi annusa.
La felicità è un volo verso la vita e un desiderio di essere considerati. E’ una ricerca incessante di ciò che annulla la nostra nemica di sempre, che si chiama infelicità.
La felicità non esiste come dato di fatto visibile e tangibile: è un sentimento che si prova durante il volo della vita o quando incontri qualcuno che la pensa come te o quando semplicemente, qualcuno ti considera.
La felicità è un simbolo, symbàllò (metto insieme); nella cultura greca, il simbolo designava un oggetto diviso perfettamente in due delle quali una era consegnata a una persona con una promessa: io ti do la metà di quest’oggetto come promessa di un futuro incontro e se un giorno dovessimo incontrarci, metteremo insieme le nostre due metà, come segno dell'amore che ci ha fatto ritrovare insieme.
Come il verde è il simbolo della speranza e la colomba, il simbolo della pace, così la felicità è il simbolo dell’amore e del ricongiungimento, due momenti che evocano una realtà molto più vasta di quanto possano rappresentare il fatto materiale del ricongiungersi e quello dell’amarsi.
Con il simbolo della felicità ti sembra di nuotare cullato dalle onde del mare o di volare vincendo la forza di gravità; ti senti protetto, pur nella consapevolezza che annegamento e caduta sono sempre presenti.
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